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La realtà della ricerca e soccorso in generale è stata rivoluzionata dall’impiego dei droni grazie alla loro capacità di raggiungere aree impervie o pericolose per l’uomo. 

In Italia, il loro impiego nel soccorso è diventato sempre più frequente, offrendo un contributo incredibile in termini di velocità di intervento, precisione della ricerca e, grazie ai droni dotati di termocamera, di effettuare operazioni in notturna, consentendo lo svolgimento delle attività di ricerca senza soluzione di continuità.

I Droni nella Ricerca e Soccorso

Le squadre di ricerca e soccorso utilizzano i droni che sono fondamentali al fine di:

  • Avere consapevolezza: avere cognizione della situazione/scenario in cui si opera; 
  • Pianificare: le informazioni assunte da una ricognizione in volo consentono di poter pianificare la strategia di salvataggio;
  • Trasmettere messaggi: comunicare con le persone una volta trovate, il tutto mantenendo il personale a distanza di sicurezza o in attesa che le squadre di terra si avvicinino al disperso.

In definitiva, i droni possono offrire alle squadre a terra e/o all’autorità decisionale che dirige l’operazione una vasta quantità di informazioni a un ritmo più rapido. È in dubbio che una squadra droni ben addestrata e con le giuste attrezzature (termocamera, streaming video, tracking termico, supporto radio, ecc.) sia in grado di localizzare i dispersi con un margine di tempo più veloce delle loro controparti a terra.

 

La Tecnologia per il Soccorso

I droni sono dotati di telecamere termografiche che permettono di mettere a disposizione le più moderne tecnologie, andando a sondare il territorio anche lì dove l’occhio umano non vede. Grazie alle ispezioni termografiche e ai software di tracking termico e ricerca è possibile individuare facilmente superstiti e animali scomparsi.

Alcuni casi di utilizzo dei droni in attività di soccorso

  • 2016 - Terremoto nel Centro Italia: i droni sono stati impiegati nella mappatura delle zone colpite al fine di valutare i danni e individuare le aree più critiche in cui concentrare gli sforzi; questo ha permesso di ottimizzare le operazioni di soccorso, riducendo i tempi e aumentando l’efficacia degli interventi.
  • 2022 - Alluvione nelle Marche: l’uso dei droni è stato prezioso per monitorare le zone alluvionate.
  • 2023 - Alluvioni in Emilia-Romagna e in Veneto: anche qui, attraverso i droni, è stato possibile valutare l’entità delle inondazioni, identificare le persone isolate e dirigere i soccorsi in modo preciso. 

 

Formazione e Addestramento: il binomio vincente

Una componente del successo dell’impiego dei droni nel soccorso è la formazione e l’addestramento dei piloti remoti. Diverse Associazioni di Protezione Civile hanno avviato programmi di formazione con la collaborazione delle Entità Riconosciute, ai quali bisogna necessariamente aggiungere corsi mirati sulla ricerca e soccorso. È attraverso, inoltre, la condivisione di protocolli e procedure uniformi alle varie componenti del Sistema di Protezione Civile che è possibile dare una risposta congiunta e sinergica durante l’emergenza, sempre nel rispetto della normativa vigente e a tutela di persone, animali e cose.

 

Il Futuro

L’Italia si sta muovendo a passo spedito verso l’integrazione tra i droni e il soccorso. Tanti sono i progetti in tal senso: droni dotati di termocamere sempre più performati abbinate a software di gestione sempre più evoluti, dispositivi in grado di trasportare defibrillatori/sangue/medicinali in zone remote e difficilmente accessibili o di ausilio per la salvaguardia della vita umana in mare.